La nostra scuola è una casa: anche quando è chiusa c’è una comunità di suore che la vive, che la cura, che apre la porta a chi passa a trovare.
Ma quando l’estate sta per finire… tutte attendono con trepidazione che i corridoi tornino a risuonare delle voci dei bambini e dei ragazzi.
Il primo giorno di scuola è sempre un momento speciale:
alle superiori un rito ancestrale prevede di cantare agli studenti delle classi prime una canzoncina di benvenuto mentre sfilano (un po’ in imbarazzo) nel corridoio del salone.
Alle medie si avverte il brivido di un importante momento di passaggio: sperimentare un rapporto più adulto con l’insegnante, prendersi nuove piccole responsabilità, conoscere compagni che vengono da zone diverse della città.
I bambini di prima elementare quest’anno sono stati accolti da un divertente personaggio mascherato (era suor Nico!) che ha fatto gli onori di casa strappando a tutti un sorriso.
L’inserimento alla materna prevede spesso qualche lacrima sostituita pian piano dai sorrisi di chi si sente al sicuro. È un momento necessario: il mondo si allarga oltre casa propria, nuovi riferimenti si aggiungono ai genitori.
E sono proprio loro, mamme e papà, i co-protagonisti fuori dal portone: quanto vorrebbero vedere come va, che faccia ha il nuovo professore, che clima si è instaurato coi compagni.
Vorrebbero, ma non lo fanno. Perché sanno che, per funzionare, l’educazione è un composto che ha bisogno di reagire anche lontano dai loro occhi.
Buon anno a tutti!