EDUCATORI DAL 1872 IN AULA E IN CORTILE

L’Istituto Maria Ausiliatrice di via Bonvesin de la Riva spalanca i suoi battenti alla popolazione giovanile del rione periferico di Milano Porta Vittoria come asilo per i bambini poveri della zona, laboratorio per le fanciulle del rione, doposcuola, pensionato per studenti e impiegati nell’ottobre del 1913

Trasformazioni delle scuole
Dopo qualche anno, 1918, inizia la scuola elementare a cui si aggiunge nel 1926 la scuola Magistrale e la Scuola di Avviamento di tipo Commerciale, iniziata nel 1937.

Nel 1941 è aperta la Scuola Media e, dal 1984, l’Istituto Magistrale quadriennale si trasforma gradualmente in Liceo Sperimentale a due indirizzi: Socio-Psico-Pedagogico e Linguistico moderno.

Nel settembre 1998, in sostituzione della Scuola Magistrale, si dà avvio all’Istituto Professionale per i Servizi Sociali (Triennio di qualifica di Operatore per i Servizi Sociali e biennio post-qualifica di Tecnico dei Servizi Sociali) che nel 2010 diviene Istituto Professionale Servizi socio-sanitari (quinquennale)

Nel settembre 1999, in sostituzione del Liceo Socio-Psico-Pedagogico, è avviato il Liceo della Comunicazione-Opzione Sociale, delle Comunicazioni Tecnologiche, dello Spettacolo e Sportiva che nel 2010 viene sostituito dal Liceo delle Scienze umane e dal Liceo Scientifico scienze applicate

Parità
Nel 2002 l’Istituto ottiene la parità.

Altre attività
Nell’Istituto “Maria Ausiliatrice” operano anche, a diverso titolo e ruolo, l’Associazione Exallieve/i, i Salesiani Cooperatori, l’Associazione di volontariato VIDES, il Servizio civile, la Polisportiva Giovanile Salesiana, il Cinecircolo Giovanile Socioculturale, il TGS e il COSPES.

Gli studenti e docenti dicono:     Bisogna entrare per credere

“Quando sono entrato nella scuola delle FMA pensavo di trovare le solite cose, invece mi sono state offerte attività , percorsi, occasioni con cui ho imparato a dare senso a quello che faccio, ad umanizzare la vita. Sono diventato un protagonista delle mie scelte. Una cosa mi stupisce sempre. I miei insegnanti sono contenti quando prendo un bel voto, ma più contenti lo sono quando, con il loro aiuto, supero un conflitto, faccio le fatiche giuste e non mi lascio prendere dallo scoraggiamento. C’è sempre qualcuno che si accorge di te e ti dà una mano”. (Alberto G.)

Uno stile “ordinario”

“Educare nelle scuole salesiane delle FMA vuol dire fare di ogni ambiente un luogo di incontro tra alunni e maestri, professori, educatori. Il parlare della partita o del sabato sera diventano motivi di conoscenza reciproca e di familiarità. Maestro in cattedra e amico in cortile è l’arte di ogni educatore che vuole conquistare la confidenza, “illuminare la mente per rendere buono il cuore”. Stile di famiglia, proprio di chi ama, capace di vivere in modo straordinario l’ordinario, di fare di ogni piccola conquista un motivo di gioia, di saper ridere, sorridere, cantare insieme perché la gioia sia diffusiva”. (Cristina S.)

Una testimonianza unica per conoscere la storia dell’Istituto Maria Ausiliatrice è il libro intitolato “Dal 1913 UN SOGNO CHE CAMMINA” e il video “TUTTO COMINCIÒ CON UN SOGNO”.

“MI STAI A CUORE”

– Educare oggi –

Sulle orme di don Bosco e di madre Maria Mazzarello la nostra realtà scolastica vive quotidianamente con uno stile che trova le sue radici nel Sistema Preventivo di Don Bosco che si rivela, ancora oggi, un metodo educativo attuale ed efficace in ogni parte del mondo.
Il criterio preventivo dispone ad educare promuovendo cultura, sollecitando al “bello”, al “vero”, al “buono” , nell’intento di formare “buoni cristiani e onesti cittadini“, capaci di inserirsi attivamente nella società complessa, interdipendente e globalizzata, e in grado di realizzare rapporti all’insegna dell’interculturalità, del dialogo e del reciproco rispetto.
Il Sistema preventivo mette al centro la persona, fa appello alla sua libertà e intelligenza, potenzia la sua volontà, ne considera i dinamismi affettivi e la dimensione relazionale e sociale, educa la sua naturale apertura a Dio e al senso della vita.

Gli studenti dicono:    Chiamato per nome

“La cosa che mi stupisce è che la Preside ci chiama tutti per nome. Capisci, ci conosce e, incontrandomi in corridoio, mi chiede se ho recuperato il voto di storia o di matematica, si ricorda i voti della pagella e mi ha dato suggerimenti sul metodo di studio. Mi ha anche chiesto notizie di mio papà, non credevo che le potesse interessare”. (Anna G.)

La parola che fa bene al cuore

“Ieri il mio professore di matematica mi ha detto: “Grazie, Giulio, perché hai dedicato del tempo a studiare con Elisa, che non solo ha recuperato le conoscenze, ma è diventata più serena; in classe ha chiesto scusa ai suoi compagni e all’insegnante. Il merito va a te che sei riuscito a trasmetterle con la tua dolcezza il valore delle azioni e di ogni persona”. Sinceramente non mi aspettavo una considerazione così significativa, perché io ho imparato da lui a fare così”. (Giulio L.)

“TE LO DICO CON LA VITA”

Una pedagogia d’ambiente – stile di famiglia

Caratteristiche peculiari delle scuole salesiane delle Figlie di Maria Ausiliatrice è l’accoglienza, che crea relazioni interpersonali cordiali e serene, intense e profonde, orientate alla crescita delle persone; l’ambiente semplice, pulito, rispettoso del lavoro di ciascuno le rende accoglienti, calde ed ospitali. E’ la pedagogia d’ambiente dove tutto converge a fare della scuola un luogo di crescita, di famiglia nella collaborazione reciproca e nel dono.

Gli studenti e i genitori dicono:  Una grande famiglia

“Torno volentieri a scuola dopo le vacanze perché è proprio come tornare a casa. Trovi la suora più anziana che ti dà il benvenuto, il prof che ti saluta con un bel “ciao”, altri insegnanti che ti sorridono e ti chiedono notizie e capisci che non lo fanno per fare i ficcanaso. Cosa vuoi di più. Trovo che più che una scuola sia proprio una bella e grande famiglia dove ciascuno ha un ruolo, ma c’è tanta umanità. Un sogno!” (Beatrice P:)

Un gioco di squadra

“Trovo veramente utile per mio figlio la collaborazione tra i docenti che sono riusciti a creare un gruppo classe capace persino di aiutarsi. In questi mesi sono riusciti a portare tutti gli alunni a maturare, a migliorare il proprio metodo di studio. Mio figlio racconta che i professori si salutano quando entrano e quando escono di classe, si sostengono nelle decisioni e nelle linee educative. Bel lavoro di squadra anche nelle assemblee!” (Luciano D.)

Quella presenza vigile

“Ho incontrato l’Assistente di classe prima del “buongiorno”, usanza salesiana per dare l’avvio alla giornata scolastica. Il suo sguardo è andato dritto al cuore; mi ha chiesto se mi sentivo “bene”. Quella parola, che andava oltre al significato letterario, mi ha messo di aprirle il cuore, di confidare la mia sofferenza ed ho trovato la strada per fare scelte personali, per orientare le mie energie e tornare a sorridere”. (Martina M.)

“PORTATORI DI UMANITÀ”

– La Comunità e le ragioni della Vita –

5La scuola Maria Ausiliatrice è animata da una Comunità educante, composta dalla Comunità religiosa, dai Docenti, dagli Alunni, dai Genitori e da tutto il personale della scuola, impegnata a potenziare, pur con compiti diversificati, ma unificati da un progetto culturale e spirituale, i valori propri del patrimonio educativo salesiano:
– l’apertura alla dimensione religiosa della persona, a Dio fonte della vita, dell’amore, della relazione
– la fiducia in ogni alunno: protagonista della propria crescita umana, culturale, spirituale perché portatore di doni
– l’accoglienza della persona e la personalizzazione delle relazioni e dei percorsi con un’attenzione particolare alle caratteristiche e diversità dei singoli e delle culture
– il rispetto per la vita come regalo ricevuto e come fonte di impegno e di responsabilità
– l’attenzione alla famiglia come ambiente privilegiato di relazione, protagonista fondamentale dell’educazione, ricchezza di umanità e di equilibrio
– il lavoro ben fatto perché segno di realizzazione personale, di una cultura della vita, di qualità della vita dignitosa di rispetto
– l’impegno a testimoniare con la vita i principi fondamentali del vangelo per ravvivare in tutti il desiderio di costruire solidarietà, dialogo e un mondo più giusto, più pacifico, più solidale

Gli studenti dicono:   Il linguaggio dell’esperienza

“Nessuno qui mi ha detto ‘Non sei buono a nulla’, anzi ho scoperto che posso sognare, che il mio desiderio di essere promosso passa dalle mie mani, dalle esperienze, dal saper lavorare insieme. Quando gli insegnanti hanno utilizzato le immagini, usato schemi e ogni strategia plastica a supporto di quella concettuale, ho capito che la loro fatica era per me, per dirmi: ‘Ce la puoi fare’. Mi hanno aperto la porta del desiderio, non hanno riempito un vuoto, ma dato la possibilità di rinascere, ho cominciato a credere in me ed ora sono felice”. (Arianna S)

Nessuno in panchina

“Tutti parlano di attenzione alla persona, ma qui nella scuola delle suore salesiane davvero nessun alunno è lasciato da parte, anche il meno capace è chiamato a fare qualcosa e ad essere qualcuno. Non parlo solo delle feste dove tutti salgono sul palco, ma della vita quotidiana dove ogni alunno è seguito e ciascuno si sente importante, si sente accettato per le caratteristiche proprie, belle o meno efficaci.” (Marta R.)

Un voto alla gioia e all’amore

“Fermarmi a scuola anche nei pomeriggi per studiare con i miei compagni, per imparare attraverso l’arte, la fisica, le lingue la gioia di stare insieme, per condividere una merendina, una confidenza, una preghiera, una riflessione sull’Amore, mi sembrava un’assurdità. Questo invece è l’aspetto della mia scuola salesiana che più apprezzo. Mi ha aperto le ali verso la vita, la libertà, la possibilità di un pensiero critico. Quante discussioni con i prof., ma quanto amore dalla loro testimonianza!”